news
26.06.06 I senza tetto nel nuovo
Piano Sanitario Nazionale
Il nuovo piano sanitario nazionale 2006-2008,
il più importante documento programmatico
sulla sanità, in una parte tratta
esplicitamente delle problematiche dei
senza fissa dimora, mettendo in evidenza
la varietà delle relazioni tra
salute e vita di strada.
La notizia di questo riferimento è
stata molto apprezzata dal Coordinamento
Nazionale di Avvocato di Strada, che
da anni si batte per l'affermazione
dei diritti fondamentali delle persone
senza fissa dimora.
Speriamo che questo riferimento nel
nuovo piano sanitario nazionale possa
essere il segno di una nuova sensibilità
verso le offese della povertà.
Alcuni stralci dal Piano Sanitario
nazionale 2006-2008, par. 5.7
Gli interventi in materia di
salute degli immigrati e delle fasce
sociali marginali
(…) La
varietà e multidimensionalità
delle relazioni fra povertà e
stato di salute è messa bene
in evidenza dal caso estremo delle persone
senza fissa dimora. Esso rivela l’ampiezza
crescente del rischio di grave emarginazione
sociale presente nelle nostre città,
che spesso è in diretto collegamento
con la presenza di flussi migratori.
La condizione di senza fissa dimora
nella letteratura internazionale si
associa spesso a:
• un'alta esposizione a fattori
di rischio nocivi per la salute;
• un'alta esposizione a traumi,
incidenti e violenze;
• un'alta prevalenza di malattie;
• un insufficiente accesso all'assistenza
sanitaria;
• un'alta mortalità.
Le variabili socioeconomiche (istruzione,
occupazione, reddito) sembrano molto
importanti nel determinismo della condizione
di SFD: sono i soggetti più deprivati
ad incontrare più spesso questo
destino.
Lo stato di severa deprivazione materiale
(dimora, esposizione agli agenti atmosferici,
nutrizione) si somma alla scarsità
della rete relazionale (la ricchezza
e il supporto dei rapporti familiari
e sociali) e ai comportamenti nocivi
per la salute (alcool, fumo e droghe)
comportando un alto rischio di malattia
e di morte prematura, che rendono urgente
il potenziamento dell’attività
di inclusione sia attraverso le strutture
di accoglienza (dormitori, mense) che
degli interventi di supporto e di riabilitazione
psico-sociale.
Tali interventi di contrasto della povertà
estrema vanno promossi soprattutto tenendo
nei confronti delle persone che sono
divenute senza fissa dimora da poco
tempo, ovvero vivono in una condizione
non ancora cronicizzata poiché
l’intervento di inclusione si
rivela più efficace. (…)
L'intero
Piano Sanitario Nazionale 2006/2008
....
Info
www.avvocatodistrada.it
ufficiostampa@avvocatodistrada.it
Tel. 3939794642
|
|