FAQ. Decreto Flussi 2020

Ott 24, 2020

In data 12.10.2020 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il “decreto flussi”, lo strumento utilizzato per autorizzare l’ingresso dei lavoratori stranieri nel nostro Paese e il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro!
Per quest’anno la quota di lavoratori non comunitari ammessa per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo è pari a 30.850, internamente suddivisa in singoli sottogruppi per settore lavorativo e tipologia di permesso (non stagionale/stagionale/autonomo).

Vediamo insieme come funziona la procedura.

1) A che cosa serve il decreto flussi?
Il “decreto flussi” è lo strumento annuale mediante il quale si autorizza un certo numero di cittadini stranieri ad entrare nel nostro Paese regolarmente al fine di ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Ricorda infatti che, fatta eccezione per lo strumento della conversione del permesso di soggiorno ottenuto per altra ragione o delle eccezionalissime ipotesi di emersione del lavoro irregolare (l’ultima operazione di questo genere si è da poco conclusa), non è possibile ottenere un permesso di soggiorno dal nulla, quando la propria posizione nello Stato italiano è irregolare, anche se si trova una offerta di lavoro!
Il decreto flussi è subordinato, ai sensi del testo unico in materia di immigrazione, alla sottoscrizione di accordi e intese tra lo Stato Italiano e i singoli stati extracomunitari.
2) Come si chiede il permesso di soggiorno per motivi di lavoro?

È un procedimento la cui iniziativa spetta UNICAMENTE al DATORE DI LAVORO.

2.1 Quale datore di lavoro?

Cittadino italiano oppure cittadino straniero regolarmente soggiornante sul territorio italiano.

2.2 Cosa bisogna fare?

L’art 22 del testo unico immigrazione scandisce le fasi dell’iter. Volendo schematizzare:

• Il datore di lavoro – italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia – che intende instaurare in Italia un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con uno straniero residente all’estero deve presentare domanda (vedi domanda n. 4). L’istanza del datore di lavoro può essere nominativa o numerica: nominativa qualora il datore abbia già diretta conoscenza del cittadino straniero che intende assumere; numerica quando si limiti a richiedere un profilo con determinate caratteristiche professionali. In caso di chiamata numerica, il destinatario finale sarà uno dei lavoratori iscritti in apposite liste formate in seguito agli accordi bilaterali tra l’Italia e i Paesi extracomunitari (ex art. 21. co. 5 T.U).

Semplificando: il datore di lavoro può o meno conoscere la persona da voler assumere. Se conosce lo straniero direttamente chiede esplicitamente di voler assumere quel soggetto; altrimenti, può presentare istanza chiedendo non un soggetto determinato (Tizio, Caio) ma un lavoratore determinato (meccanico, muratore, badante..).

Non solo: il datore di lavoro deve esibire idonea documentazione indicante le modalità della sistemazione alloggiativa per il lavoratore straniero, deve dimostrare dunque che nel momento di ingresso e nel periodo di permanenza il lavoratore avrà un luogo sicuro e idoneo alla vivibilità!
Ancora: al momento della presentazione della domanda il datore di lavoro deve impegnarsi a sostenere le spese del viaggio di rientro per il Paese di origine del lavoratore, nel caso in cui questi debba essere rimpatriato.
• Se tutte le verifiche degli organi competenti hanno esito positivo (cioè: l’offerta di lavoro rispetta il contratto collettivo nazionale?) e nei limiti del decreto flussi, lo Sportello Unico per l’Immigrazione rilascia l’autorizzazione al lavoro subordinato, il c.d. nulla osta al lavoro subordinato, la quale deve essere utilizzata entro e non oltre sei mesi dalla data del rilascio.
• Il lavoratore straniero, munito dell’autorizzazione rilasciata al datore di lavoro e del nulla osta provvisorio rilasciato alla Questura competente, dovrà recarsi nel Consolato Italiano presso il Paese di origine o di quello di residenza e richiedere il visto di ingresso per motivi di lavoro.

3) Quanto dura il permesso di soggiorno per motivi di lavoro?

La durata del permesso di soggiorno è quella prevista dal visto d’ingresso e non può comunque superare:

  1. a) nove mesi, per lavoro stagionale
  2. b) un anno, per la frequenza di un corso per studio o formazione professionale certificati; è previsto il rinnovo annuale per corsi pluriennali;
  3. c) due anni, per lavoro autonomo, per lavoro subordinato a tempo indeterminato.   

Il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto alla Questura competente per provincia di residenza almeno 60 giorni prima della scadenza, per la verifica delle condizioni previste.

4) Qual è la quota di lavoratori ammessi? 30.850 lavoratori complessivamente
Come sono ripartite le quote di cittadini non comunitari?
 LAVORO SUBORDINATO NON STAGIONALE E LAVORO AUTONOMO: 12.850

Di questi 12.850 lavoratori:
• 6.000 cittadini dei Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria, cosi’ ripartiti:

a) n. 4.500 lavoratori subordinati non stagionali cittadini di
Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina;

b) n. 1.500 lavoratori subordinati non stagionali cittadini di Paesi con i quali nel
corso dell’anno 2020 entrino in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria.

• 100 ai cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine;

• 100 lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Venezuela;

• Sempre nell’ambito dei 12.850 è autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di:
a) n. 4.060 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;
b) n. 1.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
c) n. 200 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

• È inoltre autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo di:
a) n. 370 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
b) n. 20 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

• E’ poi consentito l’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo, sempre nell’ambito dei 12.850 lavoratori, di 500 cittadini non comunitari residenti all’estero, appartenenti alle seguenti categorie:
a) imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana, che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro, nonche’ la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;
b) liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
c) titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
d) artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
e) cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative» ai sensi della legge 17 dicembre 2012, n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.

 LAVORO STAGIONALE IN AMBITO NEI SETTORI AGRICOLO E TURISTICO-ALBERGHIERO (artt. 6 e seguenti decreto flussi) 18.000
Di questi 18.000:
• 1000 sono riservati ai cittadini da Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia,
Ucraina) che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale;
• 6.000 unità, nel settore agricolo, ai lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina, le cui istanze di nulla osta all’ingresso in Italia per lavoro stagionale anche pluriennale, siano presentate dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro indicate nella circolare interministeriale emanata ai sensi del successivo art. 9 (la circolare è nella sezione “altre info”).

5) Come si presenta la domanda?

La procedura è informatica e si presenta al seguente indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it, al quale si accede solo con le credenziali SPID.

6) Da quando?
A partire dalle ore 9,00 del 13 ottobre 2020 sarà disponibile l’applicativo per la precompilazione dei moduli di domanda all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it.

I termini per la presentazione delle domande, però, inizieranno a decorrere in un secondo momento e sono differenziati:

a) per le categorie dei lavoratori non comunitari indicate all’art. 3, comma 1, lettera a) ed all’art. 4 (vale a dire n. 4.500 lavoratori + 100 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, che abbiano completato programmi di formazione e istruzione nei Paesi d’origine + 100 lavoratori di origine italiana + tutte le conversioni) = dalle ore 9,00 del 22.10.2020
b) per i lavoratori non comunitari stagionali previsti all’art. 6 (vale a dire n. 18.000 unità) = dalle ore 9,00 del 26.10.2020;
c) per le categorie dei lavoratori non comunitari di cui all’art. 3, comma 1, lettera b), vale a dire n. 1500 lavoratori subordinati = dalle ore 9,00 del 26.10.2020

7) Entro quando?
Le istanze possono essere presentate fino al 31 dicembre 2020.
8) Se rimangono quote disponibili? NON ANDRANNO PERDUTE MA…

Le quote per lavoro subordinato, stagionale e non stagionale previste dal decreto, trascorsi 90 giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (quindi dopo il 12.01.2021), potranno essere oggetto di una diversa suddivisione sulla base  delle effettive  necessità  riscontrate  nel  mercato  del  lavoro,  fermo restando il limite massimo complessivo indicato all’art. 1,  qualora il Ministero del lavoro  e  delle  politiche  sociali  rilevi quote significative non utilizzate tra quelle previste.

9) Altre info?

> Decreto flussi (DPCM 7.7.2020)

> https://www.interno.gov.it/it/notizie/decreto-flussi-30850-ingressi-lavoratori-non-comunitari-consentiti

> Circolare interministeriale

NB Durante la fase di compilazione e di inoltro delle domande, sarà fornita assistenza agli utenti attraverso un servizio di help desk, che potrà fornire ragguagli tecnici e sarà raggiungibile tramite un modulo di richiesta di assistenza utilizzando il link “Help Desk”, sull’home page dell’applicativo, disponibile per tutti gli utenti registrati.

+++ Pagina in continuo aggiornamento a cura di Federica Valentini +++

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