Milano, 25 ottobre 2025 – Sala Capriate, via Angelo Mosso 3, Milano
Il cambiamento climatico non è più una previsione futura: è una realtà che sta già ridisegnando le nostre città, i nostri ritmi e le nostre vite quotidiane. Ondate di calore, piogge torrenziali, inverni più rigidi e imprevedibili: eventi sempre più estremi che ci costringono a ripensare abitudini, spazi e relazioni. Ma se per molti questi mutamenti significano soltanto disagi temporanei, per chi vive in strada rappresentano una minaccia quotidiana alla sopravvivenza. Cosa succede quando il termometro non scende mai sotto i 30 gradi anche di notte? O quando la pioggia diventa una tempesta che cancella ogni riparo improvvisato? Quali bisogni emergono quando la casa non è un diritto garantito ma un privilegio? E, soprattutto, come dovranno cambiare i piani di emergenza e le politiche pubbliche per proteggere chi non ha un tetto sotto cui ripararsi? Queste sono le domande al centro del festival “Homeless More Rights”, promosso dall’associazione Avvocato di strada, che torna sabato 25 ottobre nella Sala Capriate di Mosso Milano (via Angelo Mosso 3). L’edizione 2025 affronterà una delle questioni più urgenti del nostro tempo: “Il cambiamento climatico: cause, conseguenze e prospettive future”, esplorando il legame fra crisi ambientale, migrazioni e diritto alla casa.
La giornata inizierà alle 11:00 con un laboratorio per bambini curato da Greta Rovere del Centro Teatro Attivi di Milano, dal titolo “Le nostre mani, le nostre case”.
Nel pomeriggio si svolgeranno due momenti di confronto aperto.
15:30 – 17:15
“Le migrazioni climatiche – perdere tutto a causa del clima”.
RELATORI:
- Dott.ssa Caterina Orsenigo, scrittrice e giornalista, specializzata in ecologia, politica e crisi climatica;
- Avv. Federico Lera, membro del comitato rifugiati e migranti di Amnesty International sezione Italia;
- Avv. Veronica Dini, Presidente dell’associazione Systasis, Centro per la prevenzione e la gestione dei conflitti ambientali;
- Avv. Agostina Stano, specializzata in diritto dell’immigrazione, Avvocato di strada Milano;
Modera:
- Dott.ssa Flavia Bevilacqua, giornalista.
Nel corso della discussione si affronterà un tema di crescente rilevanza a livello globale: quello delle migrazioni forzate causate non soltanto da conflitti armati, persecuzioni politiche o instabilità sociale, ma anche – e in misura sempre maggiore – dagli effetti devastanti della crisi climatica. Milioni di persone in tutto il mondo si vedono costrette ad abbandonare le proprie terre d’origine a causa di fenomeni ambientali estremi, come alluvioni ricorrenti, siccità prolungate, desertificazione e il progressivo degrado degli ecosistemi. Questi individui non fuggono più soltanto da guerre o regimi oppressivi, ma da territori diventati inabitabili, dove la vita quotidiana è resa impossibile dalla scarsità d’acqua, dalla perdita dei mezzi di sussistenza, dalla fame o dalla distruzione delle infrastrutture essenziali. In un contesto in cui il cambiamento climatico mette in discussione le condizioni minime per la sopravvivenza, emerge con forza una domanda fondamentale e urgente: l’attuale sistema giuridico internazionale è davvero in grado di tutelare chi è costretto a migrare a causa della crisi ambientale?
17:30 – 19:15
“Precarietà abitativa e cambiamento climatico”.
RELATORI:
- Dott. Stefano Bernasconi, medico, Croce Rossa Italiana comitato di Milano;
- Dott.ssa Marina Trentin, Project manager di Ambiente Italia s.r.l.;
- Dott.ssa Marta Pezzati, Presidente associazione “Como Accoglie”;
- Avv. Luca Lanotte, specializzato in diritto civile, Avvocato di strada Milano;
Modera:
- Dott.ssa Emma Besseghini, giornalista.
Il dibattito si focalizzerà in particolare sulle gravi conseguenze che la crisi climatica sta avendo – e continuerà ad avere – sulle persone senza dimora, una fascia della popolazione particolarmente vulnerabile agli eventi estremi legati ai cambiamenti climatici, come ondate di calore, piogge torrenziali e inverni sempre più rigidi. Nel corso dell’incontro si discuterà anche della necessità urgente di un ripensamento complessivo degli spazi urbani, affinché le città diventino luoghi più inclusivi, accessibili e attrezzati per affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Questo implica un nuovo approccio alla pianificazione urbana, che metta al centro le persone più fragili, valorizzando soluzioni innovative e sostenibili. Un altro tema centrale del dibattito sarà il ruolo fondamentale delle politiche pubbliche inclusive, che devono essere progettate per ridurre le disuguaglianze sociali e favorire la costruzione di città più eque, solidali e resilienti, capaci di rispondere non solo all’emergenza climatica, ma anche alle crescenti tensioni sociali.
Durante tutta la giornata sarà visitabile il progetto fotografico di Francesca Gelli (volontaria dello sportello milanese di Avvocato di strada) dal titolo “NO-place like Home”, che racconta in immagini la vita e la forza di chi vive ai margini. Sarà inoltre presente un banchetto gestito da Recup, associazione che recupera eccedenze alimentari per contrastare spreco e povertà.
L’evento è gratuito e potrà essere seguito in presenza o in streaming su www.homelessmorerights.it.
Per l’evento è stata inviata richiesta di accreditamento al CNF.
Un invito all’impegno
Il festival “Homeless More Rights” è più di un incontro fra esperti: è un atto di responsabilità collettiva. Oggi, parlare di diritto alla casa significa parlare del diritto alla vita stessa in un pianeta che cambia troppo in fretta. Significa interrogarsi su quanto le nostre città siano pronte — o impreparate — ad accogliere chi vive in condizioni di vulnerabilità estrema. Ogni grado in più sulla scala globale non è solo un dato scientifico: è una notte in più passata all’addiaccio, un rifugio in meno, una persona in più esposta al rischio. Partecipare a questo incontro significa dare voce a chi non ce l’ha, ma anche riconoscere che la crisi climatica non è solo ambientale, ma umana, sociale ed abitativa e, al contempo, che il cambiamento, per essere davvero sostenibile, deve partire dal basso, includere gli ultimi e ricostruire non solo le città, ma anche il senso di comunità e giustizia.