La salute può essere un lusso?

Mar 23, 2021 | Padova, Storie

Ileana ha settant’anni, le rughe sul volto sono la cartina della sua vita. Martina è una giovane volontaria di Avvocato di strada di Padova. Quindici anni fa Ileana decide di lasciare la Romania, dove non aveva più la possibilità di mantenersi, per venire in Italia, dove lavora fino al giorno in cui scopre di avere un tumore al colon. È sola, non pensa neppure di chiedere aiuto ai figli, che vivono in Romania. Una donna minuta come lei, non vuole sentirsi un peso per nessuno.

Con la malattia in poco tempo perde tutto quello che aveva messo insieme a fatica: la casa, il lavoro e, di conseguenza, il diritto all’iscrizione gratuita al Sistema Sanitario Nazionale.

Da quindici anni lavora in Italia, ha sempre lavorato e pagato le tasse ma ora se vuole curarsi deve pagare. Così, da diritto universale, la salute diventa un lusso che Ileana non può più permettersi. Non sapendo cosa fare, si rivolge ad Avvocato di strada.

Martina e Ileana si danno appuntamento poco lontano dalla sede dell’associazione e si conoscono nel breve tragitto a piedi che fanno per arrivare allo sportello. Quel pomeriggio in poche centinaia di metri ripercorrono chilometri di vita.

Più simile a una nonna che a un’estranea, Ileana prova subito curiosità e affetto per Martina. Anche Martina è colpita da questa signora “piccola e resistente”, dalla sua forza di spirito.

Ad una prima analisi della situazione diventa subito chiaro che fino alla fine dell’anno, Ileana sarà iscritta gratuitamente al sistema sanitario nazionale e potrà accedere alle cure di cui ha bisogno; da gennaio, invece, dovrà pagare.

L’avvocato volontario che la prende in carico pensa ad una strada alternativa. Attraverso la prova dell’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale negli ultimi cinque anni, spera di riuscire ad ottenere una nuova iscrizione gratuita per Ileana, giustificata dal suo lungo soggiorno in Italia.

“Instaurare relazioni umane è la parte più bella dell’attività di sportello. Provare compassione, che vuol dire immedesimarsi nel racconto dell’altra persona, sentire come proprie le sue sofferenze, ci ricorda che non possiamo rimanere indifferenti. Adesso – ci dice Martina – con l’aiuto di un’assistente sanitario, stiamo mettendo insieme vari documenti di Ileana, ma la ricerca è lunga e difficile. Speriamo di avere presto buone notizie da dare alla nostra “nonna””.

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