Oggi purtroppo ci siamo svegliati con una bruttissima notizia che non avremmo mai voluto ricevere…

Francesca Versari, componente del direttivo nazionale della nostra associazione e coordinatrice di Avvocato di strada Forlì, non c’è più. Francesca con la sua disponibilità e la sua trascinante simpatia, ha lasciato un solco profondo nella nostra associazione.

Cercheremo di mantenere viva la sua memoria e di portare avanti il suo esempio. Intanto vogliamo ricordarla con le sentite parole di Elisa, una nostra volontaria che racconta bene chi è stata Francesca e cosa ha rappresentato per chi l’ha conosciuta.

Cara Fra,
ricordo di averti conosciuta quando, al tempo del tirocinio in tribunale, eri sempre tu a farti carico di indossare la toga ad orari improbabili ed assistere alla lettura dei dispositivi della giornata. Tu che, armata di penna e di cravatte colorate, segnavi minuziosamente i nomi delle parti e i risultati processuali per comunicarli ai vari colleghi che non avevano potuto presenziare.

Ti sei sempre messa a disposizione di tutta la comunità forense, dimostrando che c’era ancora chi credeva nel rapporto di colleganza. Quel rapporto che va oltre il gioco delle parti, che si manifesta in una cortesia, un sorriso o un commento all’ultima performance della tua amata Inter.

Ripenso alle tante volte in cui ti ho confidato di voler mollare l’avvocatura e tu mi hai ascoltata e rincuorata, con un vigoroso ammonimento a non appendere la toga al chiodo troppo presto e che la partita era ancora da giocare.

Hai creduto fin dall’inizio nella necessità di aprire uno sportello di Avvocato di strada a Forlì-Cesena, consapevole dell’importanza della funzione sociale dell’avvocatura e della necessità di assistere le persone che vivono ai margini delle nostra città. Per anni hai guidato insieme a Francesco lo sportello, con il tuo umorismo e discutibili mediazioni romagnolo-arabo quando non capivamo un assistito, sopportando gli umori di giovani avvocate alle prese con l’ennesima crisi da diritto dell’immigrazione.

Cara Fra, sarà strano andare in Tribunale e non incrociarti per i corridoi, non sentire la tua risata e le tue corse dalla 105 all’Assise, per salire al GIP e perché no, un giro dal GDP.

Ma di una cosa sono certa: a tutte e tutti noi hai insegnato quanto possa essere bella la nostra professione quando la si vive al 100%, quando si coltivano i rapporti tra colleghi, ci si interessa e prende cura l’uno dell’altro.

Ti ricorderemo per sempre così, con cravatta, toga e codice, intenta a difendere i diritti dei tuoi assistiti, col sorriso sul viso e uno spirito indomabile.

Ci prenderemo cura della tua eredità e la tramanderemo ai giovani che si avviano sulla professione e che non avranno la fortuna di incontrarti.

Perchè noi siamo davvero stati fortunati a conoscerti, infatti, ci manchi già.

Elisa Zec