COVID19, multe e denunce. Un vademecum per le persone senza dimora

Nov 11, 2020 | Associazione, Campagne di sensibilizzazione

L’emergenza sanitaria che sta colpendo l’Italia in questo periodo ha portato il Governo ad adottare alcune misure per cercare di contenere la diffusione del COVID-19. Alcune di queste misure vanno a colpire le persone senza dimora che vengono multate e denunciate perché non possono rimanere in una casa che non hanno. Dopo aver lanciato un appello a Governo, Regioni e Comuni per cercare di sollevare il problema, abbiamo realizzato un piccolo vademecum per aiutare le persone senza dimora a superare questa fase. Ci auguriamo che queste poche righe possano essere utili anche a tutti quei cittadini e agli operatori di realtà pubbliche e private che in questi giorni ci hanno contattato per chiedere consigli e suggerimenti.

 

Quali sono le limitazioni che colpiscono maggiormente le persone senza dimora?

LE COSE SONO CAMBIATE RISPETTO AL PERIODO DEL PRIMO LOCKDOWN (MARZO-GIUGNO 2020). L’Italia è stata divisa in tre diverse zone: rosse, arancioni, gialle.

Le limitazioni che colpiscono le persone senza dimora sono diverse a seconda che la regione in cui ti trovi sia in una fascia di colore o nell’altra. Vediamole insieme.

 

ZONA ROSSA
• Non puoi spostarti, anche all’interno del Comune in cui ti trovi, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute;
• Non puoi muoverti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità;
• I negozi sono chiusi ma rimangono aperti i supermercati e quelli che vendono beni alimentari e di necessità.

ZONA ARANCIONE
• Non puoi spostarti, all’interno del Comune, dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute.
• Non puoi muoverti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità.
• Ti si raccomanda anche di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del tuo Comune.

ZONA GIALLA
• Non puoi spostarti, all’interno del Comune, dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute.

ATTENZIONE: il monitoraggio dei dati del contagio costringe la autorità ad una continua valutazione dell’idoneità delle misure per le singole regioni. Ti consigliamo di dare un’occhiata a questo link per gli aggiornamenti

Il colore della tua regione potrebbe cambiare!!!

Cosa si rischia a non rispettare queste limitazioni?

Come abbiamo specificato nella domanda n. 1, l’Italia, al momento in cui scriviamo, è divisa in zone. Ad ogni zona corrispondono delle misure di contenimento diverse.

SE NON SI RISPETTANO LE PRESCRIZIONI PREVISTE PER LE SINGOLE ZONE PUOI ESSERE SANZIONATO: da 400 a 3.000 euro. Se paghi entro 30 giorni, la sanzione è ridotta del 30%: 280 € nel minimo – 2.100 € nel massimo.

La sanzione è aumentata fino a un terzo se la violazione avviene con l’utilizzo di un veicolo.

ATTENZIONE! Anche se non si applicano più le sanzioni previste dall’articolo 650 del codice  penale  o  da  ogni  altra  disposizione di  legge attributiva di poteri per ragioni di sanità, ci sono dei comportamenti (noi diremmo condotte!) che rimangono penalmente rilevanti…..

  • Se sei positivo al virus e sei stato sottoposto alla misura della quarantena e la vìoli sei punibile con l’arresto da 3 a 18 mesi e con l’ammenda da 500 euro a 5.000 euro (art 260 Testo unico leggi sanitarie);

A meno che….

  • Non ti limiti a violare la quarantena ma il tuo comportamento integri una fattispecie di reato ben più grave quale, ad esempio, l’epidemia colposa perché sarai punibile con la reclusione da 1 a 5 anni. Volendo semplificare (senza pretesa di approfondimento e speculazione giuridici perché sul punto ci sono tantissimi dubbi applicativi sollevati dagli interpreti): sai di essere positivo e, pensando che ciò non sia un male o, più semplicemente, di essere ben protetto, organizzi un incontro con gli amici/ fai la spesa al supermercato.
E se una persona non ha una casa? Se non ha una dimora fissa?

Chi non ha una casa o vive in strutture che sono aperte solo di notte è di fatto impossibilitato a rispettare le disposizioni del Governo e, oltre a non potersi riparare e proteggere dal virus, rischia di essere fermato e multato. È una situazione paradossale e insostenibile. Per questo, tramite un appello che è stato firmato da migliaia di persone, abbiamo chiesto al Governo, ai Presidenti delle Regioni e ai Sindaci dei Comuni, di occuparsi delle persone senza dimora, dando loro un tetto, o rendendo loro una copertura sanitaria, evitandogli così ingiuste punizioni per il solo fatto di non avere una casa.

Se ti sei trovato in questa situazione o se conosci qualcuno che è stato multato pur non avendo un luogo in cui abitare, contattaci all’indirizzo emergenza@avvocatodistrada.it

Quindi cosa posso fare se vivo in dormitorio o in altra struttura?

Se vivi in struttura o in un dormitorio che chiude in determinati orari, chiedi aiuto ai gestori della struttura o ai servizi sociali o ai volontari delle associazioni che operano sul tuo territorio per trovare una sistemazione per tutta la giornata o per avere, almeno, un’attestazione da parte loro che dichiari l’impossibilità di trovare un posto per te.

Se vivi in strada devi cercare di avere con te l’autocertificazione predisposta dal Ministero dell’Interno in cui dichiari che sei in strada perché non hai una casa dove rimanere.

Mi devo recare presso uno sportello di Avvocato di strada, come posso fare?

NON TEMERE, NOI CI SIAMO. Nel rispetto delle misure di contenimento adottate dal Governo, i nostri sportelli sono operativi e ricevono su appuntamento in modo da facilitare l’accesso ai locali e garantire lo svolgimento dei colloqui in totale sicurezza.

Per questo motivo, se hai con te l’autocertificazione, scrivi dove stai andando nella prima parte (ad esempio l’indirizzo dello sportello di Avvocato di strada o del luogo di appuntamento) e fai una “X” di fianco a “situazione di necessità”. In fondo al modulo, dove c’è più spazio, inserisci l’orario del tuo appuntamento e come lo hai concordato (telefono, mail, ecc..).

Fai la stessa cosa se stai andando dall’assistente sociale o se ti stai recando presso altri servizi.

Ma RICORDA: per la tua sicurezza, cerca di limitare i tuoi spostamenti a quelli strettamente necessari.

Posso portare con me altra documentazione?

Si, è utile portare con te una dichiarazione del servizio che ti segue (servizi sociali, mensa, dormitorio o altro) dove ci sia scritto che ti conoscono, che non hai una dimora fissa e i motivi per i quali puoi essere trovato in strada. Ad esempio perché i dormitori non hanno più posti liberi o perché la struttura dove vivi è aperta solo di notte.

Se hai la possibilità, stampa una copia della mail con la quale hai prenotato l’appuntamento con Avvocato di strada, con l’assistente sociale o altri.

Cosa potrebbe andare storto?

Sii collaborativo, spiega le tue ragioni, altrimenti puoi finire in guai ben più seri (ad esempio, resistenza a pubblico ufficiale)! Qualora ciò non sia sufficiente e il tuo spostamento non sia considerato giustificato, potrai essere sanzionato.

Nel verbale della sanzione saranno trascritte tutte le informazioni utili per ricostruire l’accertamento che hanno fatto gli agenti: i tuoi dati, data e ora e le tue dichiarazioni. Se hai con te l’autocertificazione assicurati che nelle dichiarazioni del verbale sia riportato il suo contenuto, soprattutto se hai difficoltà ad esprimerti in italiano.

Non smarrire questo foglio ma conservalo: se temi di perderlo, una foto fatta con il telefono o una fotocopia possono essere utili per avere sempre una copia con te.

Non temere: non avendo un posto in cui dormire non ti può essere imposto di rimanerci. Durante il primo lockdown, nel periodo di marzo-aprile-maggio, abbiamo cercato di interloquire con le istituzioni e abbiamo impugnato ogni sanzione che interessasse le persone senza dimora che si erano rivolte ai nostri sportelli.

Continueremo a farlo!

Sono un operatore volontario che si occupa di persone senza dimora: posso continuare a svolgere attività volontariato?

SI! La circolare del Ministero dell’Interno del 7.11.2020 ha stabilito che gli spostamenti “che si riconnettono ad attività assistenziali svolte, nell’ambito di un’associazione di volontariato, anche in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio” sono giustificati e costituiscono motivo di necessità. Per lo spostamento legato a tali attività, potrà addursi a motivo giustificativo l’espletamento del servizio di volontariato sociale e ciò in qualunque zona di rischio, anche in quelle rosse!

Se conosci qualcuno che ha bisogno di un aiuto o hai ricevuto questo verbale e vivi per strada, manda una mail all’indirizzo emergenza@avvocatodistrada.it che abbiamo creato apposta per ricevere questo tipo di segnalazioni. Se non hai la possibilità di scrivere tu una mail, chiedi all’associazione o al servizio che ti segue di inviarla a nome tuo.

#VorreiRestareAcasa #NonEsistonoCausePerse

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