“S. è una donna ucraina, mamma di un bellissimo bambino. Nel periodo in cui si è venuta al nostro sportello viveva in una situazione totalmente precaria fuori Genova. S. non aveva documenti, non riusciva ad ottenere un permesso di soggiorno ed era costretta a rimanere nella clandestinità: non poteva, non aveva assistenza sanitaria, non poteva rivolgersi ai servizi sociali, non poteva iscrivere suo figlio a scuola”. A raccontarlo è Mario, il volontario di sportello che ha preso in carico il suo caso.

“Il figlio – ricorda Mario – era nato a Siviglia ed il padre, con il quale lei aveva perso ogni contatto, era spagnolo. Per prima cosa, grazie all’aiuto del consolato spagnolo a Genova, abbiamo raccolto i documenti del figlio, al quale, sempre d’intesa col consolato, è stata riconosciuta la cittadinanza spagnola”.

“Successivamente siamo riusciti a regolarizzare anche la posizione della mamma. Oggi – ricorda Mario con grande soddisfazione – ad S. ed al suo piccolo sono stati restituiti la dignità e i diritti che per un lasso di tempo troppo lungo erano stati loro ingiustamente sottratti”.

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