In questi giorni di calme e torride giornate di agosto ho avuto la possibilità di riflettere sul tempo. Il telefono di Avvocato di strada squilla più raramente, e quando accade mi rendo conto di avere più tempo rispetto ai mesi passati da dedicare alla persona che si trova dall’altra parte del “filo”. Questa considerazione, che mi ha portato ad una necessaria autocritica, mi ha fatto riflettere su quanto sia prezioso il tempo, e ciò che lo rende più prezioso è il fatto che lo puoi donare agli altri.

Un giorno durante un colloquio, Francesco, un uomo alto e dalla corporatura imponente, si è lentamente “messo a nudo” raccontandoci del suo passato fatto di vizi ed eccessi, che lo avevano portato a subire un incidente stravolgendo completamente la sua esistenza. Ciò che ricordo maggiormente di quella giornata è che Francesco, quando l’avvocato gli diceva che un uomo forte e distinto come lui doveva riuscire a ritrovare la capacità di lottare, ha pacatamente ammesso: “Ho le spalle larghe, ma sono fragile”. Dall’alto della sua statura, si era abbassato per rivelarci questa docile natura, che mi ha profondamente colpita.

Da quel momento mi sono resa conto di aver visto molto persone con occhi diversi: apparentemente forte e sprezzanti, in verità si sono rivelate fragili e sole. Una di queste è il signor Abdullah, in Italia dagli inizi degli anni ’90. Negli anni passati ha sofferto di tubercolosi, motivo per cui ha avuto una lunga degenza in ospedale, e lunghi periodi presso i dormitori della città. Le sue fragili condizioni di salute sono aggravate dal fattore età (ultra sessantenne) e da un carattere piuttosto difficile. Quest’ultima caratteristica lo ha portato ad essere completamente solo: non più ascoltato dai servizi del territorio, ad Abdullah è rimasta solo la possibilità di girare tutti gli sportelli delle associazioni che si occupano di persone senza dimora alla ricerca di un posto letto. Abdullah si è presentato diverse volte al nostro sportello, più volte gli abbiamo detto di rivolgersi all’Help Center e al Servizio Sociale competente, dal momento che noi – in qualità di associazione che si occupa di offrire tutela legale gratuita – non eravamo in grado di fornirgli quanto ci domandava. Il colloquio terminava sempre con una forte reazione da parte di Abdullah, che se ne andava furioso perché neanche noi eravamo riusciti ad aiutarlo. Successivamente ci siamo informati direttamente dal Servizio Sociale competente, che ci ha riferito del rapporto burrascoso tra loro ed Abdullah. La settimana successiva, Abdullah è tornato nuovamente al nostro sportello, formulando la medesima richiesta. Quando gli abbiamo ribadito che non potevamo fare molto per la sua situazione è diventato furibondo come mai prima. Lo abbiamo invitato a tranquillizzarsi e a sedersi nella sala d’attesa assicurandogli che avremmo provato a fare delle telefonate per la sua situazione. Grazie ad una serie di coincidenze fortunate e a varie telefonate una nostra volontaria è riuscita a trovare la possibilità di un posto letto per qualche giorno ma Abdullah avrebbe dovuto presentarsi immediatamente al Servizio Sociale competente come gli avevamo più volte detto. Quando siamo andati a comunicare ad Abdullah la buona notizia lo abbiamo trovato addormentato su una sedia della sala d’attesa, completamente stremato da tutto questo girare senza mai ottenere niente. Lo abbiamo svegliato con delicatezza, e gli abbiamo offerto un caffè. I suoi occhi erano stanchi e sorpresi allo stesso tempo, per qualche giorno avrebbe avuto la possibilità di riposarsi su un letto vero.

Abdullah è uno dei tanti poveri di questa “macchina della povertà”, che si alimenta con la negligenza, la noncuranza, l’inottemperanza, la pigrizia di chi lavora nel sociale e non ha tempo e voglia di adoperarsi per il soggetto del suo lavoro: le persone. Ormai siamo completamente legati dal tempo, dalle scadenze, dagli impegni quotidiani, ma sarebbe bello se ognuno di noi provasse ogni giorno a dimenticarsi del tempo e a dedicarsi completamente alla persona che ha davanti, pensando che ora esiste solo lei, e lei ha bisogno di te ora.

Isabel Murrighile

Volontaria Servizio Civile Nazionale Avvocato di strada Onlus

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