Non è facile pensare e soprattutto mettere nero su bianco ciò che si prova nel fare servizio per le persone senza dimora. Ho provato a scrivere queste poche righe diverse volte cercando di raccontare cosa facciamo, chi incontriamo, ma ogni volta sentivo che “mancava un pezzo”. Così ho pensato che per “rendere l’idea” di ciò che si prova ogni volta che si fa uno sportello fosse semplicemente necessario “partire dall’inizio”.

Fine maggio 2015. È il mio primo pomeriggio come volontaria di Avvocato di strada, associazione di volontariato formata da avvocati che mettono le proprie competenze in ambito legale al servizio dei senza fissa dimora. Lo sportello è alla Bartolomeo e C. Inizia alle 16 ma io con la mia “ansia da prima volta” arrivo con almeno quindici minuti di anticipo. Decido quindi di attraversare la strada e di prendermi dei minuti per osservare le persone che sono in coda davanti alla porta della Bartolomeo.

I volti sono stanchi, segnati e qualcuno, purtroppo, deve aver bevuto un po’… Si apre la finestrella che dà su Via Camerana e dietro c’è un viso sottile, uno sguardo dolce ma anche deciso: è Paola che cerca di capire le esigenze di chi ha davanti a se nel modo più delicato e convinto che io abbia mai visto. C’è chi vuole un panino, chi non sa dove andare a dormire e chiede informazioni, c’è qualcuno che è stato indirizzato lì da altri dormitori… Paola con pazienza risponde a tutti.
Arrivano i “miei compagni” ed è ora di iniziare lo sportello. Ci sono due o tre persone in coda e il primo che suona è C. Entra quasi di soppiatto forse un po’ preoccupato. Non sa cosa aspettarsi e sinceramente nemmeno io. Sulla carta sembra facile, ma nella realtà?

Dora

Volontaria Avvocato di strada

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