Segnaliamo un articolo di Frontiera TV dedicato ai nostri volontari di Avvocato di strada Cerignola

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Cerignola: ‘Avvocato di strada’ diritti per gli invisibili. Tutela a migranti e senzadimora
di Michela Pia Manduano

“Lo sportello cerignolano ‘Avvocato di strada’ è organizzato come un vero e proprio studio legale nell’accoglienza, nella consulenza e nell’apertura delle pratiche. Rappresenta la platea principale per tutti i cittadini migranti presenti sul territorio, infatti è nato proprio per rispondere ad un reale bisogno della nostra città”. E’ così che Stefano Campese, coordinatore cittadino degli ‘Avvocato di strada’, illustra la struttura e le finalità dello sportello nato per garantire più diritti alle persone invisibili. Cerignola, infatti, è la prima città non capoluogo di provincia ad ospitare l’associazione Avvocato di Strada. A prendersi cura dei problemi degli esclusi e dei diritti degli invisibili sono gli avvocati: Stefano Campese, Massimo Granato, Nicola Famiglietti, Gabriele Romagnuolo, Sabino Digregorio, con i dottori Gaetano Panunzio e Antonio Caringella.

La tutela legale viene prestata all’interno dei locali della parrocchia di San Domenico, grazie alla preziosa collaborazione di don Pasquale Cotugno, responsabile della Caritas e all’azione delle Suore della Carità che ospitano giornalmente un servizio di mensa gratuito, oltre che, assistenza materiale e spirituale nelle campagne di Tre Titoli. L’associazione, inoltre, si propone di svolgere attività di volontariato a vantaggio della comunità di Tre Titoli, in collaborazione con altre associazioni, al fine di promuovere iniziative volte ad affermare i diritti dei migranti e a favorire l’integrazione sociale e culturale degli stessi. “La collaborazione tra associazioni è la vera novità che ci contraddistingue: – ha proseguito Campese – a Tre Titoli abbiamo due appuntamenti settimanali, il martedì e il mercoledì, insieme alle associazioni: Servi Inutili, Save the children, OIM (Organizzazione Internazionale per le migrazioni) ed Emergency”.

All’attività degli sportelli partecipano a rotazione avvocati che forniscono gratuitamente: orientamento giuridico, consulenza e assistenza legale ai cittadini senza fissa dimora. “Al nostro sportello si sono presentati differenti casi, finora ne abbiamo seguiti all’incirca venti – ha continuato Campese – . Tra le questioni legali di maggior rilievo, ultimamente abbiamo curato una lettera protocollata per il ricongiungimento familiare di un minore, che dalla Romania ha raggiunto l’Italia e ha potuto riabbracciare la sua famiglia. Poi ancora, abbiamo presentato un ricorso all’ex articolo 31, testo unico in materia di immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno e la conseguente permanenza sul territorio italiano, della madre di un minore straniero. Infine, l’attribuzione del codice E.N.I. (Europeo Non iscritto), per garantire ai cittadini che non hanno residenza, cure ambulatoriali, ospedaliere ed assistenza farmaceutica, è stato il caso di un cittadino polacco ricoverato all’Ospedale di Foggia, poi successivamente trasferito in una clinica privata di Lecce”.

La poliedrica attività che contraddistingue lo sportello Avvocato di strada di Cerignola, comprende anche l’adesione al progetto ‘Haven in harbour’, nato con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della tratta degli esseri umani. “L’obiettivo generale del progetto è quello di creare una conoscenza del fenomeno della tratta degli esseri umani, – ha sottolineato il dottor Gaetano Panunzio – al fine di permettere una sinergia dinamica fra gli operatori sociali, che possa fronteggiare in maniera sempre più efficace la violazione dei diritti degli stessi. Sostanzialmente il fenomeno della tratta è più nascosto nel nostro territorio, mentre è più evidente il fenomeno del capolarato, legato al destino di persone arrivate qui con la speranza di trovare una vita migliore, divenute poi oggetto di sfruttamento. Allo sportello non c’è stata nessuna segnalazione”.

A proposito del fenomeno del capolarato, gli Avvocati di strada di Cerignola hanno chiesto al sindaco Antonio Giannatempo, di poter intitolare una via fittizia in memoria di ‘Hiso Teleray’, un giovane bracciante albanese vittima, appunto, del capolarato, ucciso l’8 Settembre del 1999, all’età di ventidue anni. Ucciso per essersi ribellato e aver chiesto più diritti per i lavoratori. In nome di questi alti ideali, si cerca la possibilità di riconoscere i diritti degli esclusi, dei senza fissa dimora, di chi non ha più voce. “La nostra richiesta è stata accettata favorevolmente – ha aggiunto Campese – grazie alla delibera del 6 Aprile 2013 abbiamo ‘Via Casa del Comune’ di Cerignola. Abbiamo raggiunto un grande risultato, che ora ci vede impegnati per l’intitolazione a ‘Hiso Teleray’. Intanto, le persone senza fissa dimora presenti nel nostro territorio hanno la possibilità di eleggere la propria residenza nella via fittizia. Oltretutto, stiamo preparando una proposta di protocollo da presentare all’ASL di Foggia e all’ufficio anagrafe del Comune di Cerignola, in merito all’accesso al diritto alla salute e alla residenza della popolazione migrante e della comunità di Tre Titoli”.

Sulla base di una nota della Prefettura di Bari, rivolta ai sindaci e ai Commissari prefettizi della provincia, è stato stabilito che può essere accettata l’iscrizione anagrafica degli extracomunitari, provvisti di permesso di soggiorno, ma privi di una fissa dimora, sulla base di dichiarazioni rilasciate dai Servizi Sociali del Comune, da associazioni di volontariato che attestino la frequenza assidua degli stranieri a: mense, dormitorii, centri di ascolto e di accoglienza. Dunque, si tratta di una frequenza certificata per riconoscere il domicilio, corrispondente a quello di residenza, ai senza fissa dimora. “Sarebbe auspicabile – ha concluso Campese – attivare un tale servizio nella provincia di Foggia, nello specifico, nel comune di Cerignola, facendo da apripista all’applicazione di una prassi illuminata e garantista”.

FONTE
http://www.frontieratv.it/

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