Una storia da Ravenna. Un padre ingegnere meccanico perde il lavoro. Non può più pagare l’affitto e in poco tempo la sua famiglia si trova in strada. Chiedono aiuto ai servizi sociali e la risposta arriva in pochi mesi. Madre e figlia vengono ospitate in un albergo sociale, mentre per il padre non ci sono soluzioni. E non solo rimane in strada, ma gli è anche fatto divieto di entrare nell’edificio dove vivono sua moglie e sua figlia. Sembra un incubo ma è quello che succede a tanta gente comune che non trova un aiuto adeguato quando vive un momento di difficoltà.

I nostri legali volontari venuti a conoscenza del caso hanno presentato un esposto al Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Emilia-Romagna per segnalare l’accaduto e la risposta è giunta alcuni giorni fa: il Garante ha raccomandato all’Amministrazione comunale di Ravenna «di considerare con più attenzione il portato dell’articolo 9, 1 comma, della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, che attribuisce al minore il diritto a non essere separato dai suoi genitori. Pur dando atto che si tratta di un intervento di emergenza, la soluzione proposta non salvaguarda in pienezza l’unità del vincolo familiare e non può che essere considerata una soluzione del tutto provvisoria ed eccezionale. Si invita, pertanto, l’Amministrazione ad elaborare interventi di sostegno ai nuclei familiari che garantiscano in via prioritaria il superiore interesse del minore, ed in particolare il suo diritto a crescere con entrambi i genitori».

Ci auguriamo che il richiamo colga nel segno e che casi simili non capitino più.

Minori separati dai genitori. Il Garante bacchetta Comune e ASP

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