La Spezia – Loro si occupano di chi non ha più una casa e mediamente si presentano alla loro porta 150 storie diverse. Tra i loro assistiti ci sono uomini che hanno perso tutto e spesso passano inosservati agli occhi di molti. E’ il lavoro che porta avanti un pool di professionisti molto particolare: sono gli avvocati di strada che si sono costituiti nel 2012 anche alla Spezia. L’assistenza che offrono è gratuita e ogni giorno toccano con mano i disagi delle categorie più povere che non hanno nessuno a cui rivolgersi e soprattutto spese legali da sostenere.

CDS ha incontrato l’avvocato Federico Lera che ha raccontato un aspetto della sua professione decisamente meno conosciuto. Lera ha cominciato ad interessarsi alle prestazioni gratuite nel 2008 e nel corso del tempo, si sono aggiunti altri avvocati fino alla formazione di un point di assistenza in Via Chiodo 18, messo a disposizione dalla Caritas Diocesana. “Siamo tutti avvocati che non superano i quarant’anni – ha spiegato Lera – e possiamo contare sul grande supporto di Marcello Marina. La nostra è un’opera di volontariato puro e siamo assolutamente trasparenti con chi ci chiede aiuto. Cerchiamo di autofinanziarci per sostenere le eventuali pratiche e i compiti da svolgere.”

Esistono sono dei criteri ‘ferrei’ per la richiesta di questo tipo di ausilio legale. Gli avvocati spezzini trattano circa 150 casi l’anno e una quarantina escono dagli uffici per approdare poi in tribunale o in altri uffici. Il 60 per cento delle persone che si rivolgono agli avvocati di strada sono immigrati comunitari ed extra comunitari. Il restante 40 per cento sono italiani che a causa della perdita del lavoro e di una separazione si sono trovati in mezzo ad una strada.
Un fenomeno, dovuto anche alla crisi economica, è la richiesta di assistenza da parte degli italiani: “Si rivolgono a noi pensionati ultrasessantenni – spiega l’avvocato – che vivono nel disagio sociale, che non possono mantenere un affitto. Noi comunque ci confrontiamo con realtà che provengono già da un forte disagio sociale. Ci occupiamo spesso anche di casi legati alle separazioni: dopo la fine di un matrimonio alcune persone finiscono nei dormitori, se non addirittura in stazione. Alcuni dei nostri assistiti sono stati condannati anche per mancato mantenimento. Chi ha sostenuto un divorzio, solitamente ha più di quarant’anni.”

“I cittadini stranieri che si rivolgono a noi sono spesso dell’est e dei paesi arabi.– ha proseguito Lera –Molti di loro, soprattutto romeni e albanesi, cercano noi per problematiche legate al lavoro. Molte di queste persone hanno lavorato in nero e una volta perso l’impiego non hanno più niente e molto spesso non sono state nemmeno pagate. I cittadini arabi e africani più giovani si rivolgono a noi molto spesso per reati legati alla piccola criminalità, ma molti di loro intraprendono questa via perché purtroppo non hanno altre possibilità soprattutto se hanno superato i trent’anni. Gli stranieri più anziani che si rivolgono a noi lo fanno perché hanno problemi con la residenza. Abbiamo seguito anche i casi di alcuni collaboratori domestici, originari delle filippine, che non venivano pagati. In questi anni ci siamo occupati di molti ragazzi scappati di casa che non arrivavano a vent’anni.”

L’Associazione “Avvocati di Strada” riceve ogni lunedì dalle 15 alle 18 in Via Chiodo e tutti possono dare una mano anche se non sono professionisti del settore. “E’importante spargere la voce che siamo presenti sul territorio – ha concluso l’avvocato Lera – siamo aperti a tutti coloro che vogliono darci una mano.” Per maggiori informazioni ecco il sito: http://www.avvocatodistrada.it/

Venerdì 21 febbraio 2014 alle 11:07:28
CHIARA ALFONZETTI

FONTE:
Città della Spezia

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